Lo strano caso del vaccino contro l’H1N1

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6 Novembre 2009. Il primo ministro polacco dichiara che la Polonia non acquisterà il vaccino contro l’influenza suina. Le parole di Tusk sono di una gravità inaudita ed un atto di accusa esplicito contro le società farmaceutiche. “Sappiamo che le società farmaceutiche che vendono questi vaccini contro l’influenza H1N1 non vogliono assumersi la responsabilità degli effetti secondari di questi preparati. Rifiutano di lanciare essi stessi sul mercato questi vaccini, perché sanno che la loro responsabilità giuridica sarebbe più importante.
Queste società ci chiedono delle clausole che non sono conformi alla legislazione polacca e che fanno ricadere tutta la responsabilità sul governo del paese:gli effetti secondari e le indennità eventuali”.
La materia è delicata e serve la mano di un restauratore di papiri, ma a questo punto appare indispensabile capire se la Polonia è governata da un manipolo di delinquenti che nega alla propria gente un mezzo essenziale ed insostituibile per conservarsi in salute o se i delinquenti siano altrove.
Ci rendiamo conto che portare all’attenzione pubblica le notizie di cui parleremo nel presente articolo significa esporsi al rischio di non essere creduti o peggio di essere bollati come fanatici che
enfatizzano ed esasperano una realtà molto meno anomala di quanto si vorrebbe far intendere.
Non basta guardare lontano(alla Polonia che accusa esplicitamente o alla Svizzera che ha acquistato i vaccini per tutta la sua popolazione e ora non sa come disfarsene), ma, proprio come gli archeologi, è necessario guardare indietro .
Correva l’anno Domini 1976 quando negli Stati Uniti si iniziava a parlare di influenza suina. Su Internet sono stati riesumati vecchi spot e datate campagne di igiene pubblica a testimoniare che la nuova influenza è vecchia di almeno 30 anni.
La prima domanda che ci si pone è come mai oggi questa banale verità sia stata occultata.
Ignoriamo anche il motivo per cui sia il Council on foreign relations ad occuparsi di sanità (e con particolare attenzione), visto e considerato che la sua competenza in materia è pari a zero.
Il CFR non è esattamente il bar dello sport e men che meno la succursale della Food and drugs administration; è un centro di potere privato fondato da un certo Rockfeller all’inizio del secolo scorso con l’intento di incidere nelle decisioni del governo statunitense. Il successo è tale che da lì escono personaggi quali Brzezinski, Kissinger e “club molto privee” come la Trilateral. Non esattamente una confraternita di carmelitani scalzi che curiosamente, da qualche mese,folgorati sulla via di Damasco?, dichiara di voler combattere una battaglia contro il tempo per salvare la vita di milioni di persone a suo dire minacciati dalla temibile H1N1 . Lo stesso CFR è uno dei poteri occulti più ferocemente, accanitamente,appassionatamente impegnati nella campagna pro abortista (evidentemente lo Spirito santo è latitante) per la riduzione delle nascite e della popolazione mondiale. Che sia proprio lui,oggi, uno dei più accaniti sostenitori della vaccinazione a tappeto della popolazione mondiale mette in corpo qualche inquietudine, soprattutto se si pensa che, tra i soggetti a rischio e quindi da vaccinarsi con priorità assoluta, sono indicate le donne nel periodo di gran lunga più delicato della gestazione, i primi tre mesi.
Ogni donna che abbia avuto un bambino ha constatato che la prudenza dei medici nel somministrare farmaci in questo periodo è di solito quasi maniacale. Gli anni cinquanta nei quali si prescrisse il Talidamide per combattere la nausea gravidica facendo nascere migliaia di bambini focomelici (senza arti)hanno fatto scuola. Oggi si inocula su donne incinte un vaccino non testato. Perché sono cadute tutte e tutte d’un colpo le precauzioni?
Cosa c’è in quel vaccino? E’ vero che ha una storia molto complicata alle spalle?
Prima di arrivare in Europa il vaccino in questione, contenente una sostanza chiamata squalene, era stato già utilizzato negli Stati Uniti, sui militari. Costoro, poveretti, ne avevano subito pesanti conseguenze, tra le quali la cosiddetta sindrome del Golfo, paralisi temporanea degli arti che in alcuni casi diventa permanente.
Lo squalene di per sé è innocuo e presente nel corpo umano, ma iniettato provoca una stimolazione di anticorpi contro lo squalene stesso i quali attaccano il sistema nervoso devastandolo:sclerosi multipla, fibromialgia, artrite reumatoide. Tanto pesantemente sospettato lo squalene da essere escluso nei vaccini successivamente commercializzati negli USA. Il pericolo, così concreto, è stato totalmente ignorato in Italia dove si è acquistato il vaccino della Novartis che lo contiene. Evidentemente l’esperienza statunitense non è stata considerata rilevante. Come mai?Abbiamo forse una biologia tanto differente da quella degli americani?Una biologia aliena?
Le sostanze tossiche presenti nel prodotto non si limitano però allo squalene.Pericoloso è il Thimerosal molto più tossico del mercurio, che provoca malattie neurologiche e del sistema immunitario;nociva è la formaldeide, un veleno per l’apparato riproduttivo; rischiosissimo è il bromuro dicetiltrimetilammonio di solito usato come sterilizzatore di utensili.
Ma l’allarme più grave è stato lanciato da William Engdahl politologo e articolista di qualità, il primo a parlare della presenza di nanoparticelle nel vaccino. Sono ricercatori di Losanna a spiegare che si tratta di particelle sottilissime che si insediano nei linfonodi e penetrano nelle membrane distruggendo le cellule. Entrate nei tessuti umani non c’è più modo di liberarsene; studi cinesi e giapponesi hanno ampiamente dimostrato le letali conseguenze sull’uomo.
Verità è che nessuno sa con precisione cosa ci sia nel vaccino contro l’H1N1! Nessuno lo sa, ma coloro che hanno in mano la salute degli italiani lo sponsorizzano con l’aiuto di un battage pubblicitario fatto di terrorismo psicologico infondato. Le televisioni riportano del bambino morto di suina per poi smentire il giorno dopo, chiarendo solo dopo 24 ore che lo sventurato è deceduto per altre cause. L’allarme è partito:la piccolina di Pompei uccisa dall’H1N1(è chiaro
che umanamente la morte di un solo bambino è inaccettabile)è in prima pagina, le decine di bimbi che non sopravvivono ogni anno
all’influenza stagionale non fanno notizia.
E’ noto che l’indice di mortalità della suina si aggira intorno allo 0,02%, enormemente più basso di una “normale” stagionale, quindi appare evidente che consigliare di barattare un’influenza con una possibile paralisi o con un danno neurologico o con uno shock anafilattico, è un atto che non si può definire medico, ma delinquenziale. Ne sono convinti Fazio, Veronesi e Garattini i quali non si vaccinano così come la classe medica italiana. Loro,i medici, preferiscono prendersi la suina piuttosto che iniettarsi il sicurissimo antidoto. Tutti pazzi ?Tutti deliranti, governo polacco compreso?
Davvero bizzarra è anche la storia dell’acquisto dei vaccini. Come abbiamo visto la Polonia, insospettita dalle troppe stranezze, ha detto no, l’Italia invece ha speso miliardi. E’ di ieri la notizia che il 90% dei vaccini è in surplus e non si sa dove metterli. Si tratta di soldi pubblici e dunque indaga la Corte dei Conti.
Già da tempo la Corte cercava il bandolo in una faccenda indecifrabile come una iscrizione etrusca.
Le indagini procedono sin da subito con difficoltà estrema perché la questione è secretata. Segretezza dovuta a ragioni di emergenza!
Strano perché si tratta di salute pubblica e non di questioni militari e tantomeno terroristiche!
Perchè l’ emergenza dovrebbe rappresentare un buon motivo per tacere i particolari del contratto di acquisto firmato dal Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali con Novartis?Ci sfugge il nesso.
Qualcosa però riesce comunque ad emergere…
Balza agli occhi della sbalorditissima Corte dei Conti una situazione affatto usuale. L’organo preposto al controllo della spesa pubblica non si capacita di varie faccende, alcune davvero stupefacenti, altre quantomeno originali.
Innanzi tutto : il Ministero della salute acquista un prodotto sul quale Novartis non dà certezze. Il vaccino c’è, ma non si sa se funziona. Questo significa non solo che si è fatta poca ricerca, ma zero ricerca. Tanto è vero che Novartis impone (e il Governo italiano graziosamente accetta) che se ci saranno difetti di fabbricazione(attenzione si parla di vaccini, non di scarpe) e il Governo vorrà eccepire, cioè vorrà opporre a Novartis l’esistenza di
tali difetti, Novartis avrà facoltà di accettare o meno i rilievi.
Solo se saranno d’accordo con le obiezioni presentate dal Governo, cioè solo se decideranno di darsi la proverbiale zappa sui piedi, solo allora i “signori” della casa farmaceutica svizzera dovranno risarcire. Immaginiamo con quale facilità la Novartis, cenere sul capo, reciterebbe il mea culpa decidendo di sua sponte di perdere una valanga di soldi quando invece per tenerseli basterebbe dire un bel “NO”. Fantascienza!
Per i danni che il vaccino procurasse a terzi il Governo italiano ha proceduto molto, ma molto più severamente!
Infatti Novartis non sarà chiamata a pagare nemmeno un euro, dovendo il rischio ricadere tutto e solo e in ogni caso nelle mani del Ministero. Le stesse condizioni proposte alla Polonia che, però , a differenza dell’Italia si è insospettita e le ha rispedite al mittente. Perché l’Italia non ha fatto altrettanto?Pur non volendo considerare i numerosissimi appelli alla prudenza provenienti da una parte rilevantissima del mondo scientifico, è mai possibile che le condizioni imposte dalla Novartis non abbiano insospettito chi di dovere, cioè il Ministero?
Se i regali non vi paiono sufficienti aggiungiamo che il governo nostrano scrisse nel contratto d’acquisto che alla casa farmaceutica sarebbero stati pagati 24 milioni di euro se la stessa non fosse riuscita ad avere l’autorizzazione per mettere sul mercato il vaccino.
Non male come risarcimento per il disturbo. In realtà stava, come ovvio, a Novartis l’onere di ottenere il permesso di poter commercializzare il suo “prodotto”.Strano che il ministero si ponga nella scomoda posizione di dover pagare tanto per un’eventuale mancanza di Novartis, non certo per una sua omissione e negligenza.
Aggiungiamo che per Novartis nel contratto ci sono anche vantaggi riguardanti l’IVA e l’esclusione di qualsiasi penalità nel caso di
“mancato rispetto delle date di consegna”.Non è un particolare irrilevante: i tempi nel caso di una vaccinazione sono essenziali. Ritardare le consegne significa rendere superfluo l’uso del vaccino.
Infatti, mettendo da parte ogni altra considerazione, procedere come si è fatto in Italia, vuol dire prendere in giro la popolazione.
Vaccinare a Novembre per un’influenza il cui picco è proprio a Novembre è perfettamente inutile.
Riassumendo:il governo italiano fa nei confronti di Novartis la figura di uno sprovveduto,di un innamorato fin troppo devoto che intesti tutti i propri averi alla sua bella, accollandosi così un rischio sciocco ed ingiusto. Il motivo del misterioso trasporto del ministero della salute per Novartis ci è francamente ignoto, sappiamo solo che le concessioni fatte sono spropositate. Il ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali è guidato da Sacconi , marito di una signora che come mestiere fa la direttrice generale di Farmindustria. I commenti sono superflui.
L’Italia ha acquistato 24 milioni di dosi. Il 90% di queste, come detto, sono rimaste inutilizzate. Soldi buttati!No, soldi regalati all’industria farmaceutica. La cosa, ci giochiamo le scarpe, non è
dispiaciuta alla signora Sacconi.
Temiamo la prossima, “provvidenziale” pandemia. Temiamo soprattutto che qualcuno, magari i benefattori della CFR, volendo scongiurare un altro rifiuto di massa alle vaccinazioni , le imponga .
La classe medica, in quel caso, si saprà opporre?Saprà andare contro interessi colossali e pressioni(non è difficile immaginarlo) di ogni genere?
Lo scenario è niente affatto rassicurante.
L’ipotesi niente affatto improbabile.
La paura concretissima.