Crisi, in Italia suicidi in aumento, uno al giorno tra i disoccupati.

(ASCA) - Roma, 3 gen - Suicidi in aumento, soprattutto tra gli uomini, con un caso al giorno tra i disoccupati. E' quanto emerge dall'indagine dell'Eures Ricerche Economiche e Sociali, ''Il suicidio in Italia ai tempi della crisi. Caratteristiche, evoluzioni e tendenze". In Italia, si legge nell'indagine, sono stati 2.986 i suicidi commessi nel corso del 2009 (ultimo anno censito), con un aumento del 5,6% rispetto all'anno precedente (2.828 i casi nel 2008), invertendo la dinamica decrescente dell'ultimo biennio. L'incremento registrato investe sia la componente femminile della popolazione (+1,6%, con 643 casi rispetto ai 631 del 2008), sia soprattutto la componente maschile (+5,6%, passando da 2.197 a 2.343). Continua...

Ungheria. La nuova Costituzione: una svolta autoritaria invisa all'alta finanza

(ASI) In Ungheria, cuore della Mitteleuropa, sta avvenendo qualcosa di atipico, che l’opinione pubblica occidentale ha finito per considerare estraneo e finanche pericoloso, a seguito di un addomesticamento culturale passato negli anni attraverso fitte campagne mediatiche atte a promuovere quello liberista come l’unico, valido modello di sviluppo.Succede che il tricolore magiaro sormontato dalla corona di Santo Stefano è tornato a sventolare nel cielo plumbeo di Budapest, per affermare una sovranità nazionale che favorisce il popolo e terrorizza i banchieri. Il primo gennaio è entrata in vigore la nuova Costituzione ungherese, voluta dal governo di Viktor Orbán ed approvata nell’aprile scorso dal Parlamento (dove il partito di governo Fidesz gode di due terzi della maggioranza). Continua...

In Grecia è crisi nera, povertà e suicidi alle stelle

Neonati denutriti perché i genitori non sono più in grado di alimentarli a sufficienza; bambini che in classe arrivano senza il pranzo e dicono di esserselo dimenticato e insegnanti che cercano disperatamente di rimediare cibo per i loro alunni che fanno la fame. Intanto negli ospedali i pazienti che pagano bustarelle ai medici pur di essere curati, e le grandi case farmaceutiche iniziano a sospendere la rifornitura di farmaci. Non è un film, né un reportage da un paese del terzo mondo. Siamo in Grecia, a pochi chilometri da noi, a pochi giorni da Natale. Il Natale più povero che i greci possano ricordare, almeno da una cinquantina d'anni a questa parte. Per le strade di Atene, quasi nessuno. I negozi che vendono regali sono praticamente deserti. Il meccanismo si è rotto: nessuno spende più, nessuno lavora più. Fra i giovani la disoccupazione è alle stelle. Continua...

Il capitalismo assistito

Il capitalismo assistito Maurizio Blondet 24 Dicembre 2011 Forse un giorno Draghi e Monti finiranno davanti a un tribunale per quel che stanno facendo, forse davanti a un plotone d’esecuzione. Le loro azioni e decisioni sono così tortuose che è difficile spiegarle; sintomo inevitabile, quando le operazioni finanziarie diventano «schemi Ponzi». Ricapitoliamo. Alla Banca Centrale Europea è vietato prestar denaro agli Stati comprando i loro Bot e CCT, Bonos, Bund. E’ vietato «monetizzare» il debito pubblico. Ma la BCE di Mario Draghi (certo con l’accordo del consiglio d’amministrazione, fatto di banchieri centrali europei) ha prestato 483 miliardi di euro a 500 e passa banche europee , ad un tasso incredibile dell’1%, con il calcolo o la speranza che le banche comprino i Bot degli stati più indebitati, e quindi che pagano interessi del 5 o 6%, e ne ricavino un grasso profitto. Continua...

Videopoker: 100 miliardi finiti alla mafia

La mancata vigilanza dei Monopoli, gli intrecci politici Un'inchiesta del Secolo XIX (Il Secolo XIX) Marco Menduni e Ferruccio Sansa Altro che tesoretto. C’è un tesoro da quasi cento miliardi di euro che lo Stato non ha mai riscosso, nel mega business delle macchinette videopoker e dei giochi. Tre Finanziarie. Lacrime e sangue che potevano essere risparmiati agli italiani solo garantendo il rispetto delle regole. È scritto nero su bianco nella relazione di una supercommissione di esperti, guidata dal sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi e dal generale della Finanza Castore Palmerini, finita sul tavolo del viceministro Vincenzo Visco. Ma l’aspetto più allarmante è che, secondo il Gruppo antifrodi tecnologiche della Guardia di Finanza, parte di questo denaro è finito dritto dritto nelle tasche della criminalità organizzata. Di Cosa Nostra, soprattutto della cosca di Nitto Santapaola. Continua...

L´Argentina in dieci anni dal collasso al rinascimento.Come liberarsi del FMI

 Oggi, esattamente dieci anni fa, tra il 19 e il 20 dicembre 2001, l´Argentina esplodeva. Fernando de la Rúa, ultimo presidente di una notte neoliberale durata 46 anni, appoggiato da una maggioranza nominalmente di centro-sinistra, sparava sulla folla (i morti furono una quarantina) ma era costretto a fuggire dalla mobilitazione di un paese intero. Le banche e il Fondo Monetario Internazionale gli avevano imposto di violare il patto con le classi medie sul quale si basa il sistema capitalista: i bancomat non restituivano più i risparmi e all´impiegato Juan Pérez, alla commerciante María Gómez, all´avvocato Mario Rodríguez era impedito di usare i propri risparmi per pagare la bolletta della luce, la spesa al supermercato, il pieno di benzina. Continua...