Pensioni: ormai è sicuro, se i lavoratori non verseranno il T.F.R. come integrazione percepiranno come pensione il 55% dello stipendio valutato come media su tutto l’arco lavorativo (metodo contributivo).Questo significa che, se una persona ha cominciato a lavorare ad esempio in cooperativa dove gli sono stati pagati pochi contributi e poi ha cambiato lavoro ed alla fine della sua carriera magari è dirigente di una grande azienda…la sua pensione sarà calcolata sulla media tra quando aveva pochi contributi e quella di quando lavorava da dirigente.Il tutto decurtato del 45%!!
Dulcis in fundo, se rinuncia alla sua liquidazione e la versa ad integrazione raggiungerà “ben” il 65% della media di contributi versati in tutto l’arco della sua vita lavorativa.
In soldoni, se si comincia la propria vita lavorativa ad 800 € di paga, e si termina la stessa percependo ad esempio 1.300 €, la media è 1.050 €.La pensione quindi sarà il 55% di 1050 € e se si versa il TFR ad integrazione sarà il 65% di 1.050.
A questo punto conviene lavorare in nero e mettere via i soldi per comprarsi un immobile che poi affitteremo a terzi per garantirci una rendita per la vecchiaia, usufruendo in più della pensione sociale.
Se poi passerà il colpo finale, ridurranno i coefficienti di rivalutazione della pensione della metà..e le pensioni saranno ancora più misere.
Pensate quale strazio sociale avverrà per i nostri giovani che, oltre a tutto, sono in massima parte assunti con contratti precari e flessibili dove vengono versati loro pochi contributi.
Stiamo assistendo allo scontro tra banche - assicurazioni versus sindacati.
Banche e assicurazioni ovviamente hanno tutto l’interesse a mettere sul mercato l’enorme flusso di denaro dei TFR degli italiani con tutti i rischi che questa gestione comporta, mentre i sindacati sono costretti ad una battaglia di retroguardia indicando i fondi chiusi a rischio basso ma a rendita ridicola; la morale è che con i fondi aperti si rischia di perdere tutto, con i fondi chiusi la rendita è quasi nulla.
Non male come battaglia sociale per i sindacati, combattere affinché i nuovi futuri poveri non diventino nuovi futuri poverissimi.
I grandi soloni della finanza ed i loro servi politicanti si affannano a dire alla gente che se non si fa così il sistema crolla…per quel che ci riguarda è già crollato in quanto avremo milioni di persone con la pensione duramente sudata negli anni equiparata a quella sociale.
Non dobbiamo cadere nello specchietto delle allodole dei calcoli fatti su un sistema che ha un grande vizio di fondo: il debito pubblico.
La distruzione del sistema pensionistico a danno degli italiani è una delle conseguenze di questo grande bluff internazionale.
Ci spieghiamo: lo Stato italiano si fa prestare pagando interessi il denaro da un privato (la Banca Centrale Europea) e per ritornare questo denaro deve prenderlo agli italiani con le tasse e l’I.V.A.
Quando non riesce a far quadrare i conti per onorare il debito lo Stato deve ridurre le spese ed in questo caso è la spesa pensionistica.
Se calcoliamo che, per fare una banconota da 100 € alla Banca Centrale Europea il costo è di 30 centesimi, perché la stessa la vende allo Stato italiano a 100 € appunto più il 2,5 % di interessi?
Se poi scopriamo che sia gli azionisti della BCE sia quelli della banca d’Italia sono grandi gruppi assicurativi e bancari internazionali…il gioco è scoperto.
Stiamo vivendo una enorme realtà virtuale in nome di un debito eterno che non si estinguerà mai, gli unici ad estinguersi saranno gli Italiani.
Ecco che, vedendo le cose da un’ottica diversa Prodi, Fassino, Bertinotti, Fini, Berlusconi, Diliberto, Epifani, Pezzotta e via dicendo pari sono, marionette, imbonitori di popolo con la loro particina da copione.
Cosa fare?
1)Per prima cosa stoppare sul nascere questa riforma che penalizza disastrosamente i lavoratori promuovendo un referendum abrogativo.
2)Legiferare una nuova riforma che non penalizzi i lavoratori e fatta realmente con l’appoggio del popolo.
3)Cominciare a riappropriarci della moneta facendo in modo che lo Stato batta la stessa ed ecco che, quasi miracolosamente, il debito pubblico si trasformerà in credito pubblico in quanto lo Stato sarà veramente espressione di noi italiani.
Come neve al sole si scioglieranno i grandi problemi della nostra società in quanto saremo nuovamente padroni del nostro destino eludendolo da chi ci vuole servi per sempre.
Forza Nuova Friuli Venezia Giulia Istria e Dalmazia