APPUNTI SULLA FINANZIARIA IN CORSO D'OPERA

FORZA NUOVA TRIESTE
CRITICA RAGIONATA DI UN SISTEMA CHE VA CAMBIATO DALLE RADICI

Questo elaborato ha l’obiettivo di dare una precisa via d’indirizzo alla nostra politica che necessariamente deve fare un salto di qualità pur mantenendo inalterati i valori che ci contraddistinguono da sempre.
Salto di qualità non significa sporcarsi le mani per il solo fatto che giocoforza si maneggia il fango (la politica d’oggi appunto) ma significa ribattere punto su punto a tutte le ingiustizie con cui questo abberrante sistema vessa il popolo italiano.
Toccheremo punti come la recente finanziaria, lo scippo del T.F.R, l’immigrazione e la criminalità ad essa collegata, il problema della casa e del lavoro giovanile sempre piu’ precario ed insicuro.
E’ nostro dovere morale denunciare come questa sedicente democrazia stia ultimando l’opera di distruzione di tutte le conquiste sociali di cui il Fascismo fu artefice e la destra garante nel passato.
Dopo il tradimento di Alleanza Nazionale siamo rimasti gli unici ad avere ancora il diritto di portare avanti certi temi senza paura che qualcuno ci possa rinfacciare nulla.
Piano piano, se sapremo crescere, diverremo l’unico punto di riferimento di coloro che ancora credono che qualcosa possa cambiare, parlando alle anime ed ai cervelli, subordinando i portafogli ma non dimenticandocene.
Non sarà nè semplice nè agevole, ma il periodo ci è favorevole in quanto i nodi stanno arrivando al pettine ed il sistema dello strozzinaggio del popolo sta incaprettandosi da solo.

FINANZIARIA:
Eccelso esempio di capital-comunismo a spese del popolo italiano

Ci avevano detto che serviva una manovra tutta rigore ed austerità per riportare sotto controllo una spesa pubblica impazzita dopo cinque anni di governo Berlusconi. I fatti sono ben altri.
Questa finanziaria è un vero inno alla spesa pubblica. La lista delle nuove linee d’azione a cui si vuole dar vita con le risorse sottratte ai cittadini è sconfinata. Tra nuovi fondi ,nuovi Osservatorii, nuove autorizzazioni di spesa, ci sono circa un centinaio di capitoli di spesa finora inediti. Il tutto per la modica cifra di 18 miliardi di euro.
La spesa pubblica è falsamente combattuta in quanto il Governo riduce gli organi di analisi, consulenza e studio di elevata specializzazione e conserva quelli di bassa specializzazione.
Mentre ai dipendendenti del Ministero degli Esteri (D’Alema lo sa bene) si chiede di accorpare certi uffici contabili, restano aperti ambasciate e consolati presenti nelle nazioni oramai unificate sotto la UE che potrebbero benissimo esser chiusi portando ad un risparmio di circa 3 miliardi di euro annui. Denari che potrebbero essere utilizzati in ben altra maniera.
La demagogia di questo governo non ha limiti; prendiamo ad esempio la riforma della tassazione sulle rendite finanziarie e l’introduzione di un’aliquota al 20% che genererà pochi introiti (3,3 miliardi di euro in 2 anni).
Come se ciò non bastasse c’è il rischio reale di imporre costi e distorsioni al sistema finanziario.
La riforma ridurrà il rendimento reale del risparmio delle famiglie già pericolosamente vicino allo zero,data la loro propensione ad investire in obbligazioni.
Altro che equità. La riduzione dell’aliquota sui depositi bancari per favorire il risparmio dei meno abbienti non serve: con un rendimento più basso dell’inflazione ulteriormente ridotto dai costi di amministrazione, i depositi rappresentano già una tassa sul patrimonio che l’aliquota sia al 20 o al 27%.
Ovviamente il governo si è tutelato per far in modo che tutto appaia andare bene; persempio il governo ha messo:


il bavaglio all’ISTAT con i soldi degli italiani.


La manovra crea una commissione della Presidenza del Consiglio incaricata di controllare l’informazione statistica (iniziativa di sovietica memoria). Il nuovo Ente punterà gli occhi anche su finanza pubblica ed amministrazione che fanno informazione statistica in materia di conti pubblici.
Esborso totale per il 2007: 1,2 milioni di euro.
L’idea sovietica è di mettere il guinzaglio all’ISTAT che, in piena autonomia, dirama indici e cifre che spesso imbarazzano, o peggio, smentiscono la politica dell’esecutivo.
Il governo Prodi, in questo modo, si assicura il monopolio dell’informazione statistica sui conti pubblici.
Ma i danni al paese non sono finiti qui...
Contributi INPS

Per artigiani e commercianti l’aumento effettivo sarà pari all’1,80%, mentre per i lavoratori dipendenti lo 0,3. Stangata per i parasubordinati e collaboratori coordinati e continuativi, la cui aliquota varierà da un minimo di un punto percentuale ad un massimo di sei punti percentuali a seconda delle diverse posizioni. Il giro di vite non risparmia nemmeno gli apprendisti: a partire dal primo gennaio 2007 la contribuzione è dovuta nella misura del 10% da applicare sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali.
Nelle misure per promuovere l’occupazione e l’emersione del lavoro nero è previsto che i datori di lavoro possano presentare istanza all’INPS solo se abbiano proceduto alla stipula di un accordo aziendale o territoriale con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Le norme tendono a promuovere l’ingresso della CGIL in primis nei settori periferici e più flessibili del mercato del lavoro.
Tutti questo spiega perchè Guglielmo Epifani abbia detto: „è la finanziaria che volevamo” (potere dei soviet!)

Il massacro delle piccole imprese:

La precedente normativa prevedeva un abbattimento della base imponibile IRAP per le imprese con base imponibile entro i 180.000 € ed una deduzione fissa per ciascun dipendente fino ad un massimo di 5. Era, altresì, previsto un trattamento fiscale maggiormente favorevole nel caso di aumento dell’occupazione, con incentivi più elevati per nuove assunzioni in aree economicamente svantaggiate.
Le nuove deduzioni, non cumulabili con quelle precedenti, prevedono un abbattimento della base imponibile proporzionale ai dipendenti a tempo indeterminato, nonchè la possibilità di dedurre gli oneri previdenziali relativi ai lavoratori.
La riduzione del cuneo fiscale è pari a quasi 2,5 punti della retribuzione lorda nel caso delle imprese del Centro-Nord che non fruiscono già della riduzione ed ha entità superiore nel Mezzogiorno.
I benefici risultano inferiori per le imprese di minori dimensioni, che fruiscono delle deduzioni esistenti.
Risultato:
gli sgravi sono minori quanto più piccolo è il numero dei dipendenti.
Morale:
il piccolo deve morire in nome del comunismo amico dei poteri forti.
Tasse:
con la Finanziaria 2007 la pressione fiscale si porterà in prossimità dei livelli più elevati registrati in passato nel nostro Paese.


Gli interventi sui contributi sociali e la riforma dell’Irpef, unitamente agli effetti del drenaggio fiscale, determinano per molti contribuenti un aumento delle aliquote medie di prelievo.
Le aliquote marginali effettive, rilevanti per valutare le potenzialità distorsive dell’imposta, rimangono elevate.
Per tutti i redditi superiori all’area di esenzione dell’imposta, l’aliquota marginale è pari ad almeno il 30% per i lavoratori dipendenti e ad almeno il 25% per gli autonomi.
La riforma determina un aumento di tale aliquota per ampie fasce di contribuenti. Frequenti cambiamenti della struttura del sistema tributario accrescono l’incertezza, con effetti negativi sull’intera attività economica del Paese. I benefici attesi dai cambiamenti vanno inoltre attentamente confrontati con gli oneri che essi necessariamente comportano per i contribuenti e l’Amministrazione finanziaria.

Il peso del risanamento su Comuni e Regioni:

Nel complesso, la prevista riduzione di 14,3 miliardi del disavanzo è realizzata mediate aumenti netti delle entrate per 16,7 miliardi a fronte di aumenti netti delle spese per 4,2 miliardi. Questo nel caso in cui Regioni ed Enti Locali applichino i tagli al comparto sanitario ed alle spese pubbliche locali. In caso contrario maggiori spese e maggiori entrate andranno a sommarsi ai predetti valori.

Per far tornare i conti le amministrazioni locali potranno utilizzare anche i margini di autonomia impositiva loro riconosciuti (tasse locali) per conseguire gli obiettivi della manovra.
Oltre a questo, per le Regioni si introduce in via sperimentale una regola sul saldo di bilancio.
In attesa degli esiti di tale sperimentazione, si prevede che nel 2007 le uscite delle Regioni a statuto ordinario, al netto della spesa sanitaria e spese relative alla concessione di crediti, non possano essere superiori a quelle del 2005 diminuite dell’1,8% (francamente incredibile!!).
Nel clima di rigore, gli amici degli amici continuano a mangiare:
Mentre il governo ha colpito in diversi modi il mondo delle imprese, ha voluto premiare „gli amici degli amici”.
Persino i bonus-palestra sono mirati a favorire le aziende produttrici di macchinari sportivi.
Il governo da una parte concede una stagione di prepensionamenti per gli esuberi nell’industria manifatturiera (dopo aver fatto un patto d’acciaio con i cinesi), concede una rottamazione di elettrodomestici e congelatori e dall’altra taglia la spesa per farmaci di 2 miliardi di euro.
E’ assurdo, inconprensibile e di stampo sovietico operare ai danni della sola industria del farmaco, rinunciando alle prospettive di sviluppo e di qualificazione del mercato del lavoro danneggiando i numerosissimi ricercatori impiegati. Altro discorso sarebbe se l’Italia avesse una industria del farmaco veramente propria, senza far fuggire i „cervelli” validi che si vedono sopravanzare da inetti e raccomandati. Una industria a partecipazione statale fondata sulla meritocrazia è il nostro obiettivo. Questa finanziaria non fa altro che porre pezze ad un sistema sbagliato che per assurdo da una parte fa risparmiare il cittadino pochi euro e dall’altra fa perdere migliaia di posti di lavoro in Italia.
D’altra parte settori cari ai „cespugli” della sinistra saranno ben finanziati per comprarsi il loro voto: esempio ne sono i 500 milioni di euro in previsione di spesa per il Ministero dello Sport di marca diessina con la signora Melandri.
Fondi per la montagna, comunità e politiche giovanili, Istituto per il credito sportivo saranno lautamente foraggiati (rigorosamente in mano ai compagni od ai loro amici).
Stiamo parlando di uno sport il cui punto forte è il calcio...e tutti conosciamo quale cloaca di interessi rappresenti. D’altro canto il detto è vecchio: panem et circenses...solo che oggi non c’è più il pane ma i „circenses” sputano in faccia alla povertà con i loro guadagni.
L’ambiente da questo governo è stato finanziato per 600 milioni di euro ottenuti con gli aumenti fiscali previsti per dare vita ad una spesa pubblica ambientalista.
Niente di strategico, provvedimenti tampone costosissimi privi di una qualsivoglia strategia atta a dare al paese solo la parvenza di „ecologico” che in realtà maschera il solito finanziamento per gli amici degli amici.
Tutto sommato considerati i 5,3 miliardi di euro di rimborsi provocati dalla sentenza della Corte Europea sulla detraibilità IVA per le auto aziendali, la manovra sale a 40 miliardi di euro.
Se a questi si sommano gli effetti della finanziaria, del decreto tributario che l’accompagna e della manovrina urgente dello scorso luglio, l’intervento per il 2007 aumenta ancora e raggiunge i 46 miliardi di euro. Insomma ben più dei 34,7 miliardi dichiarati dal governo.
In definitiva risulta che, a fine 2007, saranno destinati quasi 27 miliardi alla correzione del deficit, mentre i restanti 19 andranno a sostenere l’economia.
Parte del bilancio economico ha lo scopo di ridurre l’impatto recessivo che la correzione del saldo di bilancio (deficit) inevitabilmente comporta. Il governo ha, in verità, messo in conto ciò sin dal suo insediamento stimandola in alcuni decimi di P.I.L.


Italiani sempre più poveri a favore di uno Stato sciupone ed in malafede per mantenere milioni di parassiti raccomandati incapaci alle sue dipendenze,gli amici degli amici ed i „poteri forti” garanti dell’impoverimento generale?

Sembrerebbe di si....

La grande truffa dei fondi per il Mezzogiorno

Dei 62,27 miliardi di euro per il periodo 2007-2015, solo una quota minima, pari a 100 milioni di euro, va alle annualità 2007-2008. Il resto, 58 miliardi di euro, riguarda gli anni successivi al 2009.
Non solo, scorrendo la tabella che riporta le variazioni alle rimoludazioni di bilancio delle spese pluriennali, emerge un taglio secco delle somme stanziate: meno 1,4 miliardi di euro per il 2007, meno 0,6 miliardi per il 2008, meno 5,5 miliardi per il 2009.
Il solito gioco degli specchi: da un lato l’annuncio di finanziamenti mirabolanti; dall’altro il taglio delle risorse realmente destinate allo sviluppo del Paese.

L’attacco agli artigiani con gli studi di settore

Ovvero,un attacco al ceto medio produttivo :2,4 miliardi di euro di maggiori sacrifici.
Tra revisione degli studi di settore, aumento dei contributi previdenziali ed introduzione dei contributi sugli apprendistati, la finanziaria costerà alle imprese 2,261 milioni di euro nel 2007, cui si aggiungeranno altri 131 milioni nel 2008.
In pratica le imprese artigiane sopporteranno il 40% dell’aggravio di imposte che la manovra ha riservato alle imprese. Colpire l’apprendistato, in particolare, significa colpire la modalità più diffusa per inserire i giovani nel mondo del lavoro (a tutto vantaggio del lavoro nero fin dall’inizio).

Risvolto politico

Mentre la discussione sulla riforma delle pensioni dei lavoratori dipendenti è stata rinviata al prossimo anno, l’aumento dei contributi previdenziali degli artigiani entrerà subito in vigore.

Questa misura, in barba al metodo della concertazione tanto cara alla CGIL con tutte le categorie produttive ,è stata decisa con un accordo tra il Ministero del lavoro, il diessino–sovietico Cesare Damiano e le sigle sindacali,CGIL in testa, senza convocare i veri rappresentanti degli artigiani.

Disabili meno importanti rispetto al cinema..ergo meglio apparire che aiutare chi soffre

Il cinema (scommettiamo rappresentato dai vari Nanni Moretti) avrà, con questa finanziaria, ben 10 milioni in più rispetto al passato anno...ogni comnento è superfluo.

Forze armate e pubblica sicurezza..più danno e più tagliano:

I tagli alle Forze armate costringono il personale a decurtare il personale per circa settemila unità, pari a tre brigate. Sono a rischio i programmi di acquisizione di nuovi mezzi ed equipaggiamenti laddove, quando si va ad operare in aree ostili, la sopravvivenza dei nostri militari spesso dipende dagli apparati impiegati e dalle protezioni dei mezzi.
Tagli anche alla sicurezza: soppresse questure, prefetture, comandi provinciali dei Carabinieri e settori specializzati come le direzioni interregionali di polizia.
Ancora: sono stati tagliati i fondi di specificità e, quindi, le Forze dell’Ordine sono nuovamente equiparate al pubblico impiego come se il lavoro di un agente o carabiniere sulla strada comportasse gli stessi rischi di quello di un impiegato della Agenzia delle Entrate.

Il turismo si rilancia tassando il turista?

La tassa di soggiorno per i turisti diminuirà l’attrattiva del nostro Paese e, per il fatto di poter essere imposta per certi periodi dell’anno, aprirà uno scontro tra diverse categorie di operatori dei Comuni che hanno sia attrattiva storico-artistica sia attrattiva stagionale–balneare; si verifocheranno lotte infinite tra campeggiaori che vogliono l’esenzione perchè il loro pubblico è’ giovanile e albergatori che vogliono la riduzione perchè il loro pubblico è qualificato, pensioni che vogliono l’abbattimento perchè sono a gestione familiare.
Conclusione:
la.finanziaria introduce le tasse senza pensare che ogni tassa è fonte potenziale di conflitto non solo con l’amministrazione, ma anche tra le categorie cui viene creato spazio di contrattazione politica.

E ancora sui precari...

La combinazione delle nuove regole fiscali e dell’aumento dei contributi da primo gennaio 2007 si traduce in una diminuizione del compenso netto. Per i collaboratori (a progetto e non) il beneficio fiscale riservato ai bassi redditi è interamente annullato dall’innalzamento delle aliquote previdenziali che passeranno dal 18,20% al 23,50% (per i soggetti privi di altra previdenza), dal 10% al 16% (per i soggetti che già versano una contribuzione obbligatoria) e dal 15% al 16% (per i pensionati).
Pee effetto delle nuove aliquote contributive, un collaboratore single con un compenso lordo di 20 mila euro perde 162 euro l’anno: un parasubordinato con moglie e figlio a carico si troverà 77 euro in meno l’anno in busta paga...capital - comunismo...tutti uguali nelle povertà a favore di pochi.

La casa, diritto inalienabile...da massacrare...

Tra riforma degli estimi catastali, aumento dal 12,5 al 20% sull’imposta sostitutiva dell’IRPEF sulla plus valenza, polizza obbligatoria contro le calamità (2,626 miliardi di euro per i proprietari) e nuova tassazione di donazioni e successioni, il governo fa cassa pesante con il tetto degli italiani.
Un aggravio che colpisce tutti, visto che il 90% delle famiglie italiane possiede una casa di proprietà.
La famiglia? Come sempre un bersaglio da colpire per la sinistra che predilige cosiddetti modelli alternativi, unioni disordinate e tutto ciò che, a rigor di logica natura e tradizione, non si può qualificare come famiglia.
Altro che tutela della famiglia: un lavoratore dipendente con un reddito di 29.000 € ed una moglie a carico, grazie a Prodi pagherà 81 € in più l’anno. Pagherà perfino di più un lavoratore autonomo con 28.000 € di reddito annuo con moglie e figli a carico. E dire che a parità di di reddito un single paga 71€ in meno.

Pressione fiscale record rispetto all’Europa:

Con la Finanziaria succhia-italiani di Visco e Prodi la pressione fiscale aumenterà di circa due punti, pari ad un incremento netto del gettito tributario di 15,5 miliardi di euro sfiorando il il livello record del 43%, come nel 1997 ai tempi della tassa sull’Europa, quando raggiunse il 43,7%. Ci vollero otto anni per far diminuire tale valore e portarlo al al 40,6%.
Costretto dalla sua maggioranza comunista a non operare tagli di spesa verso i parassiti, Prodi si era anche impegnato a non aumentare le tasse alla gente che lavora veramente.
Non potendo tagliare la spesa corrente da dove i parassiti traggono la loro linfa, il Presidente del Consiglio ha finanziato la manovra quasi esclusivamente con nuove entrate fiscali.
Arrivato al governo, il professore ha ridefinito le aliquote fiscali IRPEF, ha istituito 67 nuove tasse, ha imposto nuovi obblighi contributivi, ha alzato le accise.
Cosi’ la Finanziaria costerà alle famiglie italiane, tenendo conto delle maggiori entrate pubbliche a livello nazionale (bollo auto 15 €, casa 63 € pedaggi autostradali 12 € sanità 53 € e via dicendo a famiglia) una marea di denaro.

Per giunta, si tagliano le risorse agli Enti locali permettendo lo sblocco delle addizionali IRPEF; per cui le famiglie saranno oggetto di un ulteriore aggravio di carichi fiscali da parte delle amministrazioni locali.
L’Italia ha un problema di spesa pubblica eccessiva grazie ai milioni di parassiti che mantiene. Il governo ne era ben conscio e lo aveva indicato nel DPEF.
Ma la Finanziaria varata dal Consiglio dei Ministri (soviet), aumenta le entrate anzichè tagliare le spese. La qualità dell’aggiustamento, cioè il mix tra entrate e minori spese, è colpevolmente sbilanciata a favore delle prime: se gli Enti locali utilizzeranno i maggiori margini di autonomia impositiva senza attivare meccanismi virtuosi di risparmio della spesa, la manovra per il 2007 sarà composta dall’84% da entrate aggiuntive.


La destra istituì la liquidazione per i lavoratori

La sinistra capitalista la cancella


Nel 2001 l’INPS ha chiuso con un avanzo economico netto di 2.645 miliardi di Lire
Nel 2003 l’INPDAP ha realizzato un avanzo di copertura di 5, 24 miliardi di EURO
Detto questo, ecco come vengono saccheggiati i fondi dell’I.N.P.S.
Sono scorrettamente a carico di questo Ente le spese per le prestazioni assistenziali: come gli ammortizzatori sociali (cassaintegrazione, mobilità ecc.) che sono ormai l’anticamera del licenziamento o della pensione. Più che ammortizzatori sociali sono diventati ammortizzatori di coloro che gestiscono i grandi capitali; quando realizzano il profitto se lo mettono in tasca, quando le cose vanno male il conto salato grava sulle spalle dei lavoratori.
Se a tutto ciò aggiungiamo tutte le altre prestazioni assistenziali (sussidi di disoccupazione, il versamento del TFR in caso di fallimento, il pagamento dei lavori socialmente utili, l’integrazione ai minimi pensionistici e quant’altro) ci accorgiamo che miliardi di euro vengono sottratti impropriamente ai bilanci dell’INPS
Fin dal 1989 è stata varata la Legge n°88 che imponeva all’Ente di tenere separati i bilanci di previdenza e di assistenza. Lo Stato avrebbe coperto il deficit della gestione assistenziale con i soldi della fiscalità generale e non con i contributi pensionistici dei lavoratori.
Quanti governi si sono succeduti dal 1989 ad oggi? Tanti, ma tirate le somme, nessuno di essi ha mai fatto rispettare la Legge...ergo, quando si parla di giustizia sociale sono tutti uguali: se ne fregano!
L’evasione contributiva (circa 20 miliardi di euro) messa in pratica dalle aziende contribuisce a far vacillare i conti degli enti previdenziali, prova ne sia il fatto che il 75% delle aziende controllate è risultato commettere irregolarità contributive.
L’Italia è, dal dopoguerra ad oggi, un sistema dove il primo ladro in malafede è lo Stato, in tutte le sue componenti, mentre tutte le altre realtà sociali si accodano in una sorta di balletto dove ad avere sempre per ultimo il cerino in mano è il lavoratore onesto o per meglio dire il cittadino.


Fondi pensione: la nuova truffa collettiva. Il crack Parmalat sembrerà una bazzecola.

La riforma Dini ha introdotto il calcolo contributivo delle pensioni: totale per i nuovi assunti dal 1.1.1996, parziale per quelli che al 31.12.1995 avevano meno di 18 anni di contributi.
I sindacati oggi affermano che le pensioni calcolate col sistema contributivo saranno pari al 40-50% di quelle attuali, peccato che la riforma sia stata da loro, a suo tempo, fortemente sostenuta.
Recentemente questi signori dei sindacati ci vengono a proporre i fondi pensione (istituiti dal Governo Amato di centro-sinistra nel 1993).
I fondi a contribuzione sono di due specie: fondi aperti (gestiti dai soliti strozzini come banche,
assicurazioni e finanziarie) e fondi chiusi di categoria o aziendali cogestiti dai „padroni del vapore”
e dagli immancabili sindacati intrecciati col potere politico ed economico di scala.
Lo scontro tra queste categorie di affaristi sta avvenendo per convincere i lavoratori ad aderire ad
uno o all’altro fondo. In realtà, come può la gente fidarsi di soggetti che, da una parte pensano solo al loro profitto fregando il cittadino se possono (vedi scandali Cirio, Parmalat, bond argentini e simili) come la banche e dall’altra (i sindacati) hanno avvallato le riforme previdenziali di Amato nel 1992, di Dini nel 1995 e Prodi nel 1997 massacrando il diritto di andare in pensione dignitosamente dopo una vita di lavoro.
La cosa più vergognosa che si tiene nascosta ai lavoratori è che questi fondi pensione nei quali vengono convinti a buttarsi si comporteranno come realtà finanziarie a scopo di profitto, coinvolgendo quindi i lavoratori nelle modalità capitalistiche.
Se le imprese, nei cui capitali questi fondi saranno investiti attraverso giochi di borsa andranno in crisi, i lavoratori dovranno augurarsi che vengano difesi i loro fondi, anche a prezzo dei lavoratori di quelle imprese. Il vecchio gioco: italiano contro italiano, padre contro figlio, famiglie contro famiglie. I sindacati sono diventati parte di un comitato finanziario d’affari che gestisce i soldi dei lavoratori affiliati a loro. L’ossequio al libero mercato (che poi in Italia libero non è in quanto gestito da pochi) ha portato i sindacati ad essere dei piazzisti di fondi pensione.
A cominciare dal 1997 i fondi pensione chiusi, nati da accordi sindacali tra le parti, hanno cominciato a diffondersi nel settore privato. Ne esistono 42 (da quelli legati alla singola azienda a
quelli invece estesi ad intere categorie). Questi fondi rappresentano una torta di 15 miliardi di euro (spartiti tra S.Paolo IMI, Unicredito, Intesa, Arca, Generali, Mediolanum, Unipol, Cattolica Assicurazioni) dove tutti , nessuno escluso, mangiano una fetta più o meno grande di torta.
Nonostante questi parassiti speculatori abbiano i loro sponsors in tutto l’arco politico parlamentare e sindacale, le loro attività non stanno decollando significativamente in quanto vi ha aderito solo il 10% dei lavoratori dipendenti.

Fondi pensione chiusi per i lavoratori autonomi non ve ne sono ancora mentre nel pubblico stanno, piano piano, partendo.
Come faranno a farli decollare? La risposta è sotto gli occhi di tutti: governo, Confindustria, sindacati, banche e assicurazioni vogliono allungare le mani sulle liquidazioni dei lavoratori che sono il frutto di tanti anni di lavoro sudato.
Per fare questo le persone saranno ricattate da questa associazione a delinquere nel seguente modo:
vengono detassati i soldi messi nei fondi pensione mentre chi si tiene il TFR se lo trova massacrato dalla tassazione (Prodi ha introdotto nel 2001 la tassazione dell’11% sulla rivalutazione annuale del TFR e Berlusconi dal 2003 non ha applicato al TFR la no tax area)...divisi da Vespa, uniti nei poteri forti finanziari.
Accanto a questo, se in una impresa solo alcuni lavoratori chiedono lo smobilizzo del TFR, mentre gli altri trattengono i fondi presso l’impresa, il rischio licenziamento finisce per concentrarsi sui primi (ricatto indiretto). Infatti il datore di lavoro, chiamato a decidere quale lavoratore mettere in esubero in caso di crisi aziendale, ha un forte incentivo a non licenziare proprio quei lavoratori cui dovrebbe in caso di separazione, liquidare il TFR.

Immigrazione e delinquenza, un triste mix condito di povertà.
E’ notizia di questi giorni che il 70% dei nuovi poveri è extracomunitario (fonte Caritas) ma non per questo la povertà italiana diminuisce, anzi, solo è più sommersa e dignitosa.
Nel nostro Paese gli immigrati extracomunitari commettono molti reati: furti rapine,omicidi, spaccio e traffico di sostanze stupefacenti inpercentuali statistiche multiple rispetto ai cittadini italiani, a parità di sesso ed età. Questo non avveniva solo dieci ani fa. Nel 1990 la situazione era esattamente all’opposto e, nei primi 8 anni nel decennio successivo, non vi è stato un aumento statistico della criminalità extracomunitaria rispetto a quella di matrice italiana.
Poi, invece, nel 1998 gli stranieri denunciati per rapina erano il 6%; nel 2000 sono saliti al 28%. Per furto erano il 14% e sono passati al 40%.

Nello stesso periodo i denunciati per tentato omicidio erano il 5%, passati al 23%. Per omicidio consumato si è passati dal 6% al 18%. I denunciati per sfruttamento della prostituzione sono passati dal 9% al 56% mentre gli stranieri sul totale delle vittime per omicidio sono passati dal 7% del 1992 al 15% del 2000.
Nel nord-est abbiamo cifre da capogiro per stranieri arrestati o denunciati per droga negli ultimi due anni come ad esempio il 65% di Padova piuttosto che 53,3 di Verona o Trieste con il 32% del totale per reato.
Tutti gli altri Paesi europei hanno gli stessi problemi, nel senso che ci sono immigrati che commettono più reati rispetto alla popolazione autoctona; la differenza sostanziale sta nel fatto che in Italia sono immigrati di prima generazione. Gli immigrati di seconda generazione sono ancora troppo piccoli, sia come età che come numero. In Francia e Germania i fenomeni grandi della delinquenza sono legati ad immigrati di seconda generazione.
L’esperienza europea deve insegnarci che per non finire come loro bisogna fare qualcosa subito, non aspettare di essere invasi.
Lavoro per i giovani e diritto alla casa
I giovani in Italia rappresentano il più grande paradosso che la storia generazionale dell’uomo abbia mai avuto: persone con tanti anni di scolarità alle spalle, nei più svariati settori, costretti a sopravvivere con contratti capestro e destinati a vivere nel futuro una vecchiaia di indigenza forzata.
Fino a quando potrà durare tale paradosso? Forse fino a quando apriranno gli occhi e si renderanno conto della realtà virtuale che stanno vivendo...e non manca molto.
Da sinistra non stanno ricevendo risposte, il centro è complice della situazione attuale, ergo, quando il loro sguardo volgerà a destra noi dovremo essere pronti a dare le risposte che si aspettano;
non risposte di partito, ma risposte di giustizia sociale che in questo Paese nessun partito è più in grado di offrire in quanto tutti facenti parte dello stesso sistema malato, mafioso e colluso coi potentati finanziari e parassitari internazionali.
La casa:
Siamo arrivati al punto assurdo per cui tutti, eccetto l’italiano onesto, hanno diritto di accedere alla casa popolare. Questo sistema iniquo, falso e politicizzato ha creato delle regole per cui siamo diventati stranieri in casa nostra, stranieri non solo nel senso della razza ma del vivere civile ovvero sono favoriti coloro che volontariamente da sempre si sono messi ai margini della società, come i tossicodipendenti o i nomadi, ai danni della persona che lavora, che ha una famiglia e che si sacrifica ogni giorno per il bene proprio, dei propri cari e della Nazione.
Per assurdo il cittadino che ha fatto il militare, che non ha commesso reati, che paga le tasse, che ha una famiglia regolare, che in fin dei conti traina questo Paese, nonostante una politica inetta ed ingrata, risulta svantaggiato nell’accesso a uno dei suoi diritti fondamentali: la casa.
Questo cittadino, che ha la sola colpa di essere nato in una Nazione la cui politica lo relega a cittadino di serie „B” , si vede negare i diritti fondamentali a favore di altri soggetti che nulla hanno a che fare con l’Italia o che delinquono. E’ chiaro che si sta puntando all’autodistruzione della società sana di questo Paese, favorendo un sistema meticcio, deliquenziale e ipocrita a tutto favore di pochi che da tutto questo clientelarmente guadagnano. L’immigrato, abituato ai regimi del proprio Paese a sopravvivere ed a fregare il prossimo (grazie alle politiche internazionali atte a mantenere classi dirigenti conniventi ai poteri che ben conosciamo che decidono le sorti dell’umanità...aggiungiamo noi..) in Italia trova un humus perfetto per portare il suo sistema malato da noi, quindi non integrandosi ma „infettando” la società in cui vive.
E’ evidente la macro manovra (chi conosce la storia lo sa bene): attacco al ventre molle dell’Europa che, guarda caso, siamo noi usufruendo della quinta colonna interna rappresentata dalla sinistra italiana infarcita di gente in malafede accecata dall’ideologia.
Italia terra di conquista, Italia che funge da testa di ponte per l’invasione di milioni di poveri del terzo e quarto mondo (imposta dagli Stati Uniti e dai veri potenti occulti)
.Italia che, mentre nel passato fu il faro di civiltà dell’Europa, sta piombando in una situazione di caos imposto dall’esterno.
E’ importante sottolineare come il nostro discorso non riguarda le razze biologiche o di altro tipo. Solamente, siamo costretti a difenderci dall’attacco che ci viene portato.
Chi di noi non sarebbe lieto di sapere che lo straniero sta bene a casa sua, che collabora con noi, che tesse rapporti culturali ed economici sani con la nostra terra e le nostre genti.
Purtoppo così non è. Questi uomini, nati in dei Paesi vittime del sistema moderno di governo del Terzo Mondo, non hanno scelta e vengono qui; ciò non vuol dire che l’Italia debba subire passivamente i giochi politici delle potenze economiche (ma non morali) del mondo.
E’ nostra ferma intenzione riaffermare la leadership mondiale dell’Italia in campo morale e culturale (ed a cascata economico). Non dobbiamo mai dimenticare che siamo stati il faro di civiltà dell’umanità e questo ruolo dobbiamo riprendercelo perchè la storia non è una cosa che si studia a scuola, ma è quello che i nostri Padri hanno fatto e pensato.
Il tempo e gli avvenimenti hanno sicuramente modificato tante cose, ma è anche vero che i geni positivi non possono morire, ed il popolo italiano li ha ancora.
Non a caso la casa della Cristianità è a Roma, non a caso abbiamo il più grande patrimonio culturale del mondo, non a caso le nostre „risorse umane” sono ai più alti livelli mondiali...castrate dagli inetti della politica che rappresenta per questo Paese il più grande freno che possa esistere.
Torniamo ai problemi di casa nostra: dove andremo a finire? Affitti alle stelle, mutui in crescita, case popolari inaccessibili per gli autoctoni onesti, servizi sociali che hanno ancora i parametri pre-euro per cui se una persona ha 900 euro di pensione viene considerata ricca per cui non ha diritto all’assistenza pubblica (però le tariffe da pagare le hanno subito adeguate), ospedali che dimettono gente dopo pochi giorni facendo ricadere sulle famiglie l’onere dell’assistenza degli anziani e dei malati e via dicendo.
Stiamo vivendo una picchiata del sistema sociale senza precedenti a cui è doveroso dare un freno ora ed una inversione di tendenza immediatamente dopo.


Alessandro Gardossi
Forza Nuova Trieste