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FORZA NUOVA TRIESTE
CRITICA RAGIONATA DI UN SISTEMA CHE VA CAMBIATO DALLE RADICI
Questo elaborato ha l’obiettivo di dare
una precisa via d’indirizzo alla nostra politica che necessariamente
deve fare un salto di qualità pur mantenendo inalterati
i valori che ci contraddistinguono da sempre.
Salto di qualità non significa sporcarsi le mani per
il solo fatto che giocoforza si maneggia il fango (la politica
d’oggi appunto) ma significa ribattere punto su punto
a tutte le ingiustizie con cui questo abberrante sistema vessa
il popolo italiano.
Toccheremo punti come la recente finanziaria, lo scippo del
T.F.R, l’immigrazione e la criminalità ad essa
collegata, il problema della casa e del lavoro giovanile sempre
piu’ precario ed insicuro.
E’ nostro dovere morale denunciare come questa sedicente
democrazia stia ultimando l’opera di distruzione di tutte
le conquiste sociali di cui il Fascismo fu artefice e la destra
garante nel passato.
Dopo il tradimento di Alleanza Nazionale siamo rimasti gli unici
ad avere ancora il diritto di portare avanti certi temi senza
paura che qualcuno ci possa rinfacciare nulla.
Piano piano, se sapremo crescere, diverremo l’unico punto
di riferimento di coloro che ancora credono che qualcosa possa
cambiare, parlando alle anime ed ai cervelli, subordinando i
portafogli ma non dimenticandocene.
Non sarà nè semplice nè agevole, ma il
periodo ci è favorevole in quanto i nodi stanno arrivando
al pettine ed il sistema dello strozzinaggio del popolo sta
incaprettandosi da solo.
FINANZIARIA:
Eccelso esempio di capital-comunismo a spese del popolo italiano
Ci avevano detto che serviva una manovra tutta
rigore ed austerità per riportare sotto controllo una
spesa pubblica impazzita dopo cinque anni di governo Berlusconi.
I fatti sono ben altri.
Questa finanziaria è un vero inno alla spesa pubblica.
La lista delle nuove linee d’azione a cui si vuole dar
vita con le risorse sottratte ai cittadini è sconfinata.
Tra nuovi fondi ,nuovi Osservatorii, nuove autorizzazioni di
spesa, ci sono circa un centinaio di capitoli di spesa finora
inediti. Il tutto per la modica cifra di 18 miliardi di euro.
La spesa pubblica è falsamente combattuta in quanto il
Governo riduce gli organi di analisi, consulenza e studio di
elevata specializzazione e conserva quelli di bassa specializzazione.
Mentre ai dipendendenti del Ministero degli Esteri (D’Alema
lo sa bene) si chiede di accorpare certi uffici contabili, restano
aperti ambasciate e consolati presenti nelle nazioni oramai
unificate sotto la UE che potrebbero benissimo esser chiusi
portando ad un risparmio di circa 3 miliardi di euro annui.
Denari che potrebbero essere utilizzati in ben altra maniera.
La demagogia di questo governo non ha limiti; prendiamo ad esempio
la riforma della tassazione sulle rendite finanziarie e l’introduzione
di un’aliquota al 20% che genererà pochi introiti
(3,3 miliardi di euro in 2 anni).
Come se ciò non bastasse c’è il rischio
reale di imporre costi e distorsioni al sistema finanziario.
La riforma ridurrà il rendimento reale del risparmio
delle famiglie già pericolosamente vicino allo zero,data
la loro propensione ad investire in obbligazioni.
Altro che equità. La riduzione dell’aliquota sui
depositi bancari per favorire il risparmio dei meno abbienti
non serve: con un rendimento più basso dell’inflazione
ulteriormente ridotto dai costi di amministrazione, i depositi
rappresentano già una tassa sul patrimonio che l’aliquota
sia al 20 o al 27%.
Ovviamente il governo si è tutelato per far in modo che
tutto appaia andare bene; persempio il governo ha messo:
il bavaglio all’ISTAT con i soldi
degli italiani.
La manovra crea una commissione della Presidenza del Consiglio
incaricata di controllare l’informazione statistica (iniziativa
di sovietica memoria). Il nuovo Ente punterà gli occhi
anche su finanza pubblica ed amministrazione che fanno informazione
statistica in materia di conti pubblici.
Esborso totale per il 2007: 1,2 milioni di euro.
L’idea sovietica è di mettere il guinzaglio all’ISTAT
che, in piena autonomia, dirama indici e cifre che spesso imbarazzano,
o peggio, smentiscono la politica dell’esecutivo.
Il governo Prodi, in questo modo, si assicura il monopolio dell’informazione
statistica sui conti pubblici.
Ma i danni al paese non sono finiti qui...
Contributi INPS
Per artigiani e commercianti l’aumento
effettivo sarà pari all’1,80%, mentre per i lavoratori
dipendenti lo 0,3. Stangata per i parasubordinati e collaboratori
coordinati e continuativi, la cui aliquota varierà da
un minimo di un punto percentuale ad un massimo di sei punti
percentuali a seconda delle diverse posizioni. Il giro di vite
non risparmia nemmeno gli apprendisti: a partire dal primo gennaio
2007 la contribuzione è dovuta nella misura del 10% da
applicare sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali.
Nelle misure per promuovere l’occupazione e l’emersione
del lavoro nero è previsto che i datori di lavoro possano
presentare istanza all’INPS solo se abbiano proceduto
alla stipula di un accordo aziendale o territoriale con le organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative.
Le norme tendono a promuovere l’ingresso della CGIL in
primis nei settori periferici e più flessibili del mercato
del lavoro.
Tutti questo spiega perchè Guglielmo Epifani abbia detto:
„è la finanziaria che volevamo” (potere dei
soviet!)
Il massacro delle piccole imprese:
La precedente normativa prevedeva un abbattimento
della base imponibile IRAP per le imprese con base imponibile
entro i 180.000 € ed una deduzione fissa per ciascun dipendente
fino ad un massimo di 5. Era, altresì, previsto un trattamento
fiscale maggiormente favorevole nel caso di aumento dell’occupazione,
con incentivi più elevati per nuove assunzioni in aree
economicamente svantaggiate.
Le nuove deduzioni, non cumulabili con quelle precedenti, prevedono
un abbattimento della base imponibile proporzionale ai dipendenti
a tempo indeterminato, nonchè la possibilità di
dedurre gli oneri previdenziali relativi ai lavoratori.
La riduzione del cuneo fiscale è pari a quasi 2,5 punti
della retribuzione lorda nel caso delle imprese del Centro-Nord
che non fruiscono già della riduzione ed ha entità
superiore nel Mezzogiorno.
I benefici risultano inferiori per le imprese di minori dimensioni,
che fruiscono delle deduzioni esistenti.
Risultato:
gli sgravi sono minori quanto più piccolo è il
numero dei dipendenti.
Morale:
il piccolo deve morire in nome del comunismo amico dei poteri
forti.
Tasse:
con la Finanziaria 2007 la pressione fiscale si porterà
in prossimità dei livelli più elevati registrati
in passato nel nostro Paese.
Gli interventi sui contributi sociali e la riforma dell’Irpef,
unitamente agli effetti del drenaggio fiscale, determinano per
molti contribuenti un aumento delle aliquote medie di prelievo.
Le aliquote marginali effettive, rilevanti per valutare le potenzialità
distorsive dell’imposta, rimangono elevate.
Per tutti i redditi superiori all’area di esenzione dell’imposta,
l’aliquota marginale è pari ad almeno il 30% per
i lavoratori dipendenti e ad almeno il 25% per gli autonomi.
La riforma determina un aumento di tale aliquota per ampie fasce
di contribuenti. Frequenti cambiamenti della struttura del sistema
tributario accrescono l’incertezza, con effetti negativi
sull’intera attività economica del Paese. I benefici
attesi dai cambiamenti vanno inoltre attentamente confrontati
con gli oneri che essi necessariamente comportano per i contribuenti
e l’Amministrazione finanziaria.
Il peso del risanamento su Comuni
e Regioni:
Nel complesso, la prevista riduzione di 14,3
miliardi del disavanzo è realizzata mediate aumenti netti
delle entrate per 16,7 miliardi a fronte di aumenti netti delle
spese per 4,2 miliardi. Questo nel caso in cui Regioni ed Enti
Locali applichino i tagli al comparto sanitario ed alle spese
pubbliche locali. In caso contrario maggiori spese e maggiori
entrate andranno a sommarsi ai predetti valori.
Per far tornare i conti le amministrazioni
locali potranno utilizzare anche i margini di autonomia impositiva
loro riconosciuti (tasse locali) per conseguire gli obiettivi
della manovra.
Oltre a questo, per le Regioni si introduce in via sperimentale
una regola sul saldo di bilancio.
In attesa degli esiti di tale sperimentazione, si prevede che
nel 2007 le uscite delle Regioni a statuto ordinario, al netto
della spesa sanitaria e spese relative alla concessione di crediti,
non possano essere superiori a quelle del 2005 diminuite dell’1,8%
(francamente incredibile!!).
Nel clima di rigore, gli amici degli amici continuano a mangiare:
Mentre il governo ha colpito in diversi modi il mondo delle
imprese, ha voluto premiare „gli amici degli amici”.
Persino i bonus-palestra sono mirati a favorire le aziende produttrici
di macchinari sportivi.
Il governo da una parte concede una stagione di prepensionamenti
per gli esuberi nell’industria manifatturiera (dopo aver
fatto un patto d’acciaio con i cinesi), concede una rottamazione
di elettrodomestici e congelatori e dall’altra taglia
la spesa per farmaci di 2 miliardi di euro.
E’ assurdo, inconprensibile e di stampo sovietico operare
ai danni della sola industria del farmaco, rinunciando alle
prospettive di sviluppo e di qualificazione del mercato del
lavoro danneggiando i numerosissimi ricercatori impiegati. Altro
discorso sarebbe se l’Italia avesse una industria del
farmaco veramente propria, senza far fuggire i „cervelli”
validi che si vedono sopravanzare da inetti e raccomandati.
Una industria a partecipazione statale fondata sulla meritocrazia
è il nostro obiettivo. Questa finanziaria non fa altro
che porre pezze ad un sistema sbagliato che per assurdo da una
parte fa risparmiare il cittadino pochi euro e dall’altra
fa perdere migliaia di posti di lavoro in Italia.
D’altra parte settori cari ai „cespugli” della
sinistra saranno ben finanziati per comprarsi il loro voto:
esempio ne sono i 500 milioni di euro in previsione di spesa
per il Ministero dello Sport di marca diessina con la signora
Melandri.
Fondi per la montagna, comunità e politiche giovanili,
Istituto per il credito sportivo saranno lautamente foraggiati
(rigorosamente in mano ai compagni od ai loro amici).
Stiamo parlando di uno sport il cui punto forte è il
calcio...e tutti conosciamo quale cloaca di interessi rappresenti.
D’altro canto il detto è vecchio: panem et circenses...solo
che oggi non c’è più il pane ma i „circenses”
sputano in faccia alla povertà con i loro guadagni.
L’ambiente da questo governo è stato finanziato
per 600 milioni di euro ottenuti con gli aumenti fiscali previsti
per dare vita ad una spesa pubblica ambientalista.
Niente di strategico, provvedimenti tampone costosissimi privi
di una qualsivoglia strategia atta a dare al paese solo la parvenza
di „ecologico” che in realtà maschera il
solito finanziamento per gli amici degli amici.
Tutto sommato considerati i 5,3 miliardi di euro di rimborsi
provocati dalla sentenza della Corte Europea sulla detraibilità
IVA per le auto aziendali, la manovra sale a 40 miliardi di
euro.
Se a questi si sommano gli effetti della finanziaria, del decreto
tributario che l’accompagna e della manovrina urgente
dello scorso luglio, l’intervento per il 2007 aumenta
ancora e raggiunge i 46 miliardi di euro. Insomma ben più
dei 34,7 miliardi dichiarati dal governo.
In definitiva risulta che, a fine 2007, saranno destinati quasi
27 miliardi alla correzione del deficit, mentre i restanti 19
andranno a sostenere l’economia.
Parte del bilancio economico ha lo scopo di ridurre l’impatto
recessivo che la correzione del saldo di bilancio (deficit)
inevitabilmente comporta. Il governo ha, in verità, messo
in conto ciò sin dal suo insediamento stimandola in alcuni
decimi di P.I.L.
Italiani sempre più poveri a favore di uno Stato sciupone
ed in malafede per mantenere milioni di parassiti raccomandati
incapaci alle sue dipendenze,gli amici degli amici ed i „poteri
forti” garanti dell’impoverimento generale?
Sembrerebbe di si....
La grande truffa dei fondi per
il Mezzogiorno
Dei 62,27 miliardi di euro per il periodo 2007-2015,
solo una quota minima, pari a 100 milioni di euro, va alle annualità
2007-2008. Il resto, 58 miliardi di euro, riguarda gli anni
successivi al 2009.
Non solo, scorrendo la tabella che riporta le variazioni alle
rimoludazioni di bilancio delle spese pluriennali, emerge un
taglio secco delle somme stanziate: meno 1,4 miliardi di euro
per il 2007, meno 0,6 miliardi per il 2008, meno 5,5 miliardi
per il 2009.
Il solito gioco degli specchi: da un lato l’annuncio di
finanziamenti mirabolanti; dall’altro il taglio delle
risorse realmente destinate allo sviluppo del Paese.
L’attacco agli artigiani
con gli studi di settore
Ovvero,un attacco al ceto medio produttivo
:2,4 miliardi di euro di maggiori sacrifici.
Tra revisione degli studi di settore, aumento dei contributi
previdenziali ed introduzione dei contributi sugli apprendistati,
la finanziaria costerà alle imprese 2,261 milioni di
euro nel 2007, cui si aggiungeranno altri 131 milioni nel 2008.
In pratica le imprese artigiane sopporteranno il 40% dell’aggravio
di imposte che la manovra ha riservato alle imprese. Colpire
l’apprendistato, in particolare, significa colpire la
modalità più diffusa per inserire i giovani nel
mondo del lavoro (a tutto vantaggio del lavoro nero fin dall’inizio).
Risvolto politico
Mentre la discussione sulla riforma delle pensioni
dei lavoratori dipendenti è stata rinviata al prossimo
anno, l’aumento dei contributi previdenziali degli artigiani
entrerà subito in vigore.
Questa misura, in barba al metodo della concertazione
tanto cara alla CGIL con tutte le categorie produttive ,è
stata decisa con un accordo tra il Ministero del lavoro, il
diessino–sovietico Cesare Damiano e le sigle sindacali,CGIL
in testa, senza convocare i veri rappresentanti degli artigiani.
Disabili meno importanti rispetto al cinema..ergo
meglio apparire che aiutare chi soffre
Il cinema (scommettiamo rappresentato dai vari
Nanni Moretti) avrà, con questa finanziaria, ben 10 milioni
in più rispetto al passato anno...ogni comnento è
superfluo.
Forze armate e pubblica sicurezza..più
danno e più tagliano:
I tagli alle Forze armate costringono il personale
a decurtare il personale per circa settemila unità, pari
a tre brigate. Sono a rischio i programmi di acquisizione di
nuovi mezzi ed equipaggiamenti laddove, quando si va ad operare
in aree ostili, la sopravvivenza dei nostri militari spesso
dipende dagli apparati impiegati e dalle protezioni dei mezzi.
Tagli anche alla sicurezza: soppresse questure, prefetture,
comandi provinciali dei Carabinieri e settori specializzati
come le direzioni interregionali di polizia.
Ancora: sono stati tagliati i fondi di specificità e,
quindi, le Forze dell’Ordine sono nuovamente equiparate
al pubblico impiego come se il lavoro di un agente o carabiniere
sulla strada comportasse gli stessi rischi di quello di un impiegato
della Agenzia delle Entrate.
Il turismo si rilancia tassando
il turista?
La tassa di soggiorno per i turisti diminuirà
l’attrattiva del nostro Paese e, per il fatto di poter
essere imposta per certi periodi dell’anno, aprirà
uno scontro tra diverse categorie di operatori dei Comuni che
hanno sia attrattiva storico-artistica sia attrattiva stagionale–balneare;
si verifocheranno lotte infinite tra campeggiaori che vogliono
l’esenzione perchè il loro pubblico è’
giovanile e albergatori che vogliono la riduzione perchè
il loro pubblico è qualificato, pensioni che vogliono
l’abbattimento perchè sono a gestione familiare.
Conclusione:
la.finanziaria introduce le tasse senza pensare che ogni tassa
è fonte potenziale di conflitto non solo con l’amministrazione,
ma anche tra le categorie cui viene creato spazio di contrattazione
politica.
E ancora sui precari...
La combinazione delle nuove regole fiscali
e dell’aumento dei contributi da primo gennaio 2007 si
traduce in una diminuizione del compenso netto. Per i collaboratori
(a progetto e non) il beneficio fiscale riservato ai bassi redditi
è interamente annullato dall’innalzamento delle
aliquote previdenziali che passeranno dal 18,20% al 23,50% (per
i soggetti privi di altra previdenza), dal 10% al 16% (per i
soggetti che già versano una contribuzione obbligatoria)
e dal 15% al 16% (per i pensionati).
Pee effetto delle nuove aliquote contributive, un collaboratore
single con un compenso lordo di 20 mila euro perde 162 euro
l’anno: un parasubordinato con moglie e figlio a carico
si troverà 77 euro in meno l’anno in busta paga...capital
- comunismo...tutti uguali nelle povertà a favore di
pochi.
La casa, diritto inalienabile...da
massacrare...
Tra riforma degli estimi catastali, aumento
dal 12,5 al 20% sull’imposta sostitutiva dell’IRPEF
sulla plus valenza, polizza obbligatoria contro le calamità
(2,626 miliardi di euro per i proprietari) e nuova tassazione
di donazioni e successioni, il governo fa cassa pesante con
il tetto degli italiani.
Un aggravio che colpisce tutti, visto che il 90% delle famiglie
italiane possiede una casa di proprietà.
La famiglia? Come sempre un bersaglio da colpire per la sinistra
che predilige cosiddetti modelli alternativi, unioni disordinate
e tutto ciò che, a rigor di logica natura e tradizione,
non si può qualificare come famiglia.
Altro che tutela della famiglia: un lavoratore dipendente con
un reddito di 29.000 € ed una moglie a carico, grazie a
Prodi pagherà 81 € in più l’anno. Pagherà
perfino di più un lavoratore autonomo con 28.000 €
di reddito annuo con moglie e figli a carico. E dire che a parità
di di reddito un single paga 71€ in meno.
Pressione fiscale record rispetto
all’Europa:
Con la Finanziaria succhia-italiani di Visco
e Prodi la pressione fiscale aumenterà di circa due punti,
pari ad un incremento netto del gettito tributario di 15,5 miliardi
di euro sfiorando il il livello record del 43%, come nel 1997
ai tempi della tassa sull’Europa, quando raggiunse il
43,7%. Ci vollero otto anni per far diminuire tale valore e
portarlo al al 40,6%.
Costretto dalla sua maggioranza comunista a non operare tagli
di spesa verso i parassiti, Prodi si era anche impegnato a non
aumentare le tasse alla gente che lavora veramente.
Non potendo tagliare la spesa corrente da dove i parassiti traggono
la loro linfa, il Presidente del Consiglio ha finanziato la
manovra quasi esclusivamente con nuove entrate fiscali.
Arrivato al governo, il professore ha ridefinito le aliquote
fiscali IRPEF, ha istituito 67 nuove tasse, ha imposto nuovi
obblighi contributivi, ha alzato le accise.
Cosi’ la Finanziaria costerà alle famiglie italiane,
tenendo conto delle maggiori entrate pubbliche a livello nazionale
(bollo auto 15 €, casa 63 € pedaggi autostradali 12
€ sanità 53 € e via dicendo a famiglia) una
marea di denaro.
Per giunta, si tagliano le risorse agli Enti
locali permettendo lo sblocco delle addizionali IRPEF; per cui
le famiglie saranno oggetto di un ulteriore aggravio di carichi
fiscali da parte delle amministrazioni locali.
L’Italia ha un problema di spesa pubblica eccessiva grazie
ai milioni di parassiti che mantiene. Il governo ne era ben
conscio e lo aveva indicato nel DPEF.
Ma la Finanziaria varata dal Consiglio dei Ministri (soviet),
aumenta le entrate anzichè tagliare le spese. La qualità
dell’aggiustamento, cioè il mix tra entrate e minori
spese, è colpevolmente sbilanciata a favore delle prime:
se gli Enti locali utilizzeranno i maggiori margini di autonomia
impositiva senza attivare meccanismi virtuosi di risparmio della
spesa, la manovra per il 2007 sarà composta dall’84%
da entrate aggiuntive.
La destra istituì la liquidazione per i lavoratori
La sinistra capitalista la cancella
Nel 2001 l’INPS ha chiuso con un avanzo economico netto
di 2.645 miliardi di Lire
Nel 2003 l’INPDAP ha realizzato un avanzo di copertura
di 5, 24 miliardi di EURO
Detto questo, ecco come vengono saccheggiati i fondi dell’I.N.P.S.
Sono scorrettamente a carico di questo Ente le spese per le
prestazioni assistenziali: come gli ammortizzatori sociali (cassaintegrazione,
mobilità ecc.) che sono ormai l’anticamera del
licenziamento o della pensione. Più che ammortizzatori
sociali sono diventati ammortizzatori di coloro che gestiscono
i grandi capitali; quando realizzano il profitto se lo mettono
in tasca, quando le cose vanno male il conto salato grava sulle
spalle dei lavoratori.
Se a tutto ciò aggiungiamo tutte le altre prestazioni
assistenziali (sussidi di disoccupazione, il versamento del
TFR in caso di fallimento, il pagamento dei lavori socialmente
utili, l’integrazione ai minimi pensionistici e quant’altro)
ci accorgiamo che miliardi di euro vengono sottratti impropriamente
ai bilanci dell’INPS
Fin dal 1989 è stata varata la Legge n°88 che imponeva
all’Ente di tenere separati i bilanci di previdenza e
di assistenza. Lo Stato avrebbe coperto il deficit della gestione
assistenziale con i soldi della fiscalità generale e
non con i contributi pensionistici dei lavoratori.
Quanti governi si sono succeduti dal 1989 ad oggi? Tanti, ma
tirate le somme, nessuno di essi ha mai fatto rispettare la
Legge...ergo, quando si parla di giustizia sociale sono tutti
uguali: se ne fregano!
L’evasione contributiva (circa 20 miliardi di euro) messa
in pratica dalle aziende contribuisce a far vacillare i conti
degli enti previdenziali, prova ne sia il fatto che il 75% delle
aziende controllate è risultato commettere irregolarità
contributive.
L’Italia è, dal dopoguerra ad oggi, un sistema
dove il primo ladro in malafede è lo Stato, in tutte
le sue componenti, mentre tutte le altre realtà sociali
si accodano in una sorta di balletto dove ad avere sempre per
ultimo il cerino in mano è il lavoratore onesto o per
meglio dire il cittadino.
Fondi pensione: la nuova truffa collettiva.
Il crack Parmalat sembrerà una bazzecola.
La riforma Dini ha introdotto il calcolo contributivo
delle pensioni: totale per i nuovi assunti dal 1.1.1996, parziale
per quelli che al 31.12.1995 avevano meno di 18 anni di contributi.
I sindacati oggi affermano che le pensioni calcolate col sistema
contributivo saranno pari al 40-50% di quelle attuali, peccato
che la riforma sia stata da loro, a suo tempo, fortemente sostenuta.
Recentemente questi signori dei sindacati ci vengono a proporre
i fondi pensione (istituiti dal Governo Amato di centro-sinistra
nel 1993).
I fondi a contribuzione sono di due specie: fondi aperti (gestiti
dai soliti strozzini come banche,
assicurazioni e finanziarie) e fondi chiusi di categoria o aziendali
cogestiti dai „padroni del vapore”
e dagli immancabili sindacati intrecciati col potere politico
ed economico di scala.
Lo scontro tra queste categorie di affaristi sta avvenendo per
convincere i lavoratori ad aderire ad
uno o all’altro fondo. In realtà, come può
la gente fidarsi di soggetti che, da una parte pensano solo
al loro profitto fregando il cittadino se possono (vedi scandali
Cirio, Parmalat, bond argentini e simili) come la banche e dall’altra
(i sindacati) hanno avvallato le riforme previdenziali di Amato
nel 1992, di Dini nel 1995 e Prodi nel 1997 massacrando il diritto
di andare in pensione dignitosamente dopo una vita di lavoro.
La cosa più vergognosa che si tiene nascosta ai lavoratori
è che questi fondi pensione nei quali vengono convinti
a buttarsi si comporteranno come realtà finanziarie a
scopo di profitto, coinvolgendo quindi i lavoratori nelle modalità
capitalistiche.
Se le imprese, nei cui capitali questi fondi saranno investiti
attraverso giochi di borsa andranno in crisi, i lavoratori dovranno
augurarsi che vengano difesi i loro fondi, anche a prezzo dei
lavoratori di quelle imprese. Il vecchio gioco: italiano contro
italiano, padre contro figlio, famiglie contro famiglie. I sindacati
sono diventati parte di un comitato finanziario d’affari
che gestisce i soldi dei lavoratori affiliati a loro. L’ossequio
al libero mercato (che poi in Italia libero non è in
quanto gestito da pochi) ha portato i sindacati ad essere dei
piazzisti di fondi pensione.
A cominciare dal 1997 i fondi pensione chiusi, nati da accordi
sindacali tra le parti, hanno cominciato a diffondersi nel settore
privato. Ne esistono 42 (da quelli legati alla singola azienda
a
quelli invece estesi ad intere categorie). Questi fondi rappresentano
una torta di 15 miliardi di euro (spartiti tra S.Paolo IMI,
Unicredito, Intesa, Arca, Generali, Mediolanum, Unipol, Cattolica
Assicurazioni) dove tutti , nessuno escluso, mangiano una fetta
più o meno grande di torta.
Nonostante questi parassiti speculatori abbiano i loro sponsors
in tutto l’arco politico parlamentare e sindacale, le
loro attività non stanno decollando significativamente
in quanto vi ha aderito solo il 10% dei lavoratori dipendenti.
Fondi pensione chiusi per i lavoratori autonomi
non ve ne sono ancora mentre nel pubblico stanno, piano piano,
partendo.
Come faranno a farli decollare? La risposta è sotto gli
occhi di tutti: governo, Confindustria, sindacati, banche e
assicurazioni vogliono allungare le mani sulle liquidazioni
dei lavoratori che sono il frutto di tanti anni di lavoro sudato.
Per fare questo le persone saranno ricattate da questa associazione
a delinquere nel seguente modo:
vengono detassati i soldi messi nei fondi pensione mentre chi
si tiene il TFR se lo trova massacrato dalla tassazione (Prodi
ha introdotto nel 2001 la tassazione dell’11% sulla rivalutazione
annuale del TFR e Berlusconi dal 2003 non ha applicato al TFR
la no tax area)...divisi da Vespa, uniti nei poteri forti finanziari.
Accanto a questo, se in una impresa solo alcuni lavoratori chiedono
lo smobilizzo del TFR, mentre gli altri trattengono i fondi
presso l’impresa, il rischio licenziamento finisce per
concentrarsi sui primi (ricatto indiretto). Infatti il datore
di lavoro, chiamato a decidere quale lavoratore mettere in esubero
in caso di crisi aziendale, ha un forte incentivo a non licenziare
proprio quei lavoratori cui dovrebbe in caso di separazione,
liquidare il TFR.
Immigrazione e delinquenza, un triste mix condito
di povertà.
E’ notizia di questi giorni che il 70% dei nuovi poveri
è extracomunitario (fonte Caritas) ma non per questo
la povertà italiana diminuisce, anzi, solo è più
sommersa e dignitosa.
Nel nostro Paese gli immigrati extracomunitari commettono molti
reati: furti rapine,omicidi, spaccio e traffico di sostanze
stupefacenti inpercentuali statistiche multiple rispetto ai
cittadini italiani, a parità di sesso ed età.
Questo non avveniva solo dieci ani fa. Nel 1990 la situazione
era esattamente all’opposto e, nei primi 8 anni nel decennio
successivo, non vi è stato un aumento statistico della
criminalità extracomunitaria rispetto a quella di matrice
italiana.
Poi, invece, nel 1998 gli stranieri denunciati per rapina erano
il 6%; nel 2000 sono saliti al 28%. Per furto erano il 14% e
sono passati al 40%.
Nello stesso periodo i denunciati per tentato
omicidio erano il 5%, passati al 23%. Per omicidio consumato
si è passati dal 6% al 18%. I denunciati per sfruttamento
della prostituzione sono passati dal 9% al 56% mentre gli stranieri
sul totale delle vittime per omicidio sono passati dal 7% del
1992 al 15% del 2000.
Nel nord-est abbiamo cifre da capogiro per stranieri arrestati
o denunciati per droga negli ultimi due anni come ad esempio
il 65% di Padova piuttosto che 53,3 di Verona o Trieste con
il 32% del totale per reato.
Tutti gli altri Paesi europei hanno gli stessi problemi, nel
senso che ci sono immigrati che commettono più reati
rispetto alla popolazione autoctona; la differenza sostanziale
sta nel fatto che in Italia sono immigrati di prima generazione.
Gli immigrati di seconda generazione sono ancora troppo piccoli,
sia come età che come numero. In Francia e Germania i
fenomeni grandi della delinquenza sono legati ad immigrati di
seconda generazione.
L’esperienza europea deve insegnarci che per non finire
come loro bisogna fare qualcosa subito, non aspettare di essere
invasi.
Lavoro per i giovani e diritto alla casa
I giovani in Italia rappresentano il più grande paradosso
che la storia generazionale dell’uomo abbia mai avuto:
persone con tanti anni di scolarità alle spalle, nei
più svariati settori, costretti a sopravvivere con contratti
capestro e destinati a vivere nel futuro una vecchiaia di indigenza
forzata.
Fino a quando potrà durare tale paradosso? Forse fino
a quando apriranno gli occhi e si renderanno conto della realtà
virtuale che stanno vivendo...e non manca molto.
Da sinistra non stanno ricevendo risposte, il centro è
complice della situazione attuale, ergo, quando il loro sguardo
volgerà a destra noi dovremo essere pronti a dare le
risposte che si aspettano;
non risposte di partito, ma risposte di giustizia sociale che
in questo Paese nessun partito è più in grado
di offrire in quanto tutti facenti parte dello stesso sistema
malato, mafioso e colluso coi potentati finanziari e parassitari
internazionali.
La casa:
Siamo arrivati al punto assurdo per cui tutti, eccetto l’italiano
onesto, hanno diritto di accedere alla casa popolare. Questo
sistema iniquo, falso e politicizzato ha creato delle regole
per cui siamo diventati stranieri in casa nostra, stranieri
non solo nel senso della razza ma del vivere civile ovvero sono
favoriti coloro che volontariamente da sempre si sono messi
ai margini della società, come i tossicodipendenti o
i nomadi, ai danni della persona che lavora, che ha una famiglia
e che si sacrifica ogni giorno per il bene proprio, dei propri
cari e della Nazione.
Per assurdo il cittadino che ha fatto il militare, che non ha
commesso reati, che paga le tasse, che ha una famiglia regolare,
che in fin dei conti traina questo Paese, nonostante una politica
inetta ed ingrata, risulta svantaggiato nell’accesso a
uno dei suoi diritti fondamentali: la casa.
Questo cittadino, che ha la sola colpa di essere nato in una
Nazione la cui politica lo relega a cittadino di serie „B”
, si vede negare i diritti fondamentali a favore di altri soggetti
che nulla hanno a che fare con l’Italia o che delinquono.
E’ chiaro che si sta puntando all’autodistruzione
della società sana di questo Paese, favorendo un sistema
meticcio, deliquenziale e ipocrita a tutto favore di pochi che
da tutto questo clientelarmente guadagnano. L’immigrato,
abituato ai regimi del proprio Paese a sopravvivere ed a fregare
il prossimo (grazie alle politiche internazionali atte a mantenere
classi dirigenti conniventi ai poteri che ben conosciamo che
decidono le sorti dell’umanità...aggiungiamo noi..)
in Italia trova un humus perfetto per portare il suo sistema
malato da noi, quindi non integrandosi ma „infettando”
la società in cui vive.
E’ evidente la macro manovra (chi conosce la storia lo
sa bene): attacco al ventre molle dell’Europa che, guarda
caso, siamo noi usufruendo della quinta colonna interna rappresentata
dalla sinistra italiana infarcita di gente in malafede accecata
dall’ideologia.
Italia terra di conquista, Italia che funge da testa di ponte
per l’invasione di milioni di poveri del terzo e quarto
mondo (imposta dagli Stati Uniti e dai veri potenti occulti)
.Italia che, mentre nel passato fu il faro di civiltà
dell’Europa, sta piombando in una situazione di caos imposto
dall’esterno.
E’ importante sottolineare come il nostro discorso non
riguarda le razze biologiche o di altro tipo. Solamente, siamo
costretti a difenderci dall’attacco che ci viene portato.
Chi di noi non sarebbe lieto di sapere che lo straniero sta
bene a casa sua, che collabora con noi, che tesse rapporti culturali
ed economici sani con la nostra terra e le nostre genti.
Purtoppo così non è. Questi uomini, nati in dei
Paesi vittime del sistema moderno di governo del Terzo Mondo,
non hanno scelta e vengono qui; ciò non vuol dire che
l’Italia debba subire passivamente i giochi politici delle
potenze economiche (ma non morali) del mondo.
E’ nostra ferma intenzione riaffermare la leadership mondiale
dell’Italia in campo morale e culturale (ed a cascata
economico). Non dobbiamo mai dimenticare che siamo stati il
faro di civiltà dell’umanità e questo ruolo
dobbiamo riprendercelo perchè la storia non è
una cosa che si studia a scuola, ma è quello che i nostri
Padri hanno fatto e pensato.
Il tempo e gli avvenimenti hanno sicuramente modificato tante
cose, ma è anche vero che i geni positivi non possono
morire, ed il popolo italiano li ha ancora.
Non a caso la casa della Cristianità è a Roma,
non a caso abbiamo il più grande patrimonio culturale
del mondo, non a caso le nostre „risorse umane”
sono ai più alti livelli mondiali...castrate dagli inetti
della politica che rappresenta per questo Paese il più
grande freno che possa esistere.
Torniamo ai problemi di casa nostra: dove andremo a finire?
Affitti alle stelle, mutui in crescita, case popolari inaccessibili
per gli autoctoni onesti, servizi sociali che hanno ancora i
parametri pre-euro per cui se una persona ha 900 euro di pensione
viene considerata ricca per cui non ha diritto all’assistenza
pubblica (però le tariffe da pagare le hanno subito adeguate),
ospedali che dimettono gente dopo pochi giorni facendo ricadere
sulle famiglie l’onere dell’assistenza degli anziani
e dei malati e via dicendo.
Stiamo vivendo una picchiata del sistema sociale senza precedenti
a cui è doveroso dare un freno ora ed una inversione
di tendenza immediatamente dopo.
Alessandro Gardossi
Forza Nuova Trieste
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