L’ appalto per le mense della Polizia vinto dai cinesi…

L’APPALTO PER LE MENSE DEI POLIZIOTTI VINTO DA UNA SOCIETA’ DI PECHINO Cresce a dismisura lo sdegno di questa Organizzazione Sindacale verso la sorda ed immobile Amministrazione che sempre più spesso ci prende per i fondelli ed in questo caso riesce a prenderci anche per la gola. Abbiamo appena appreso di un appalto definito per la gestione delle mense a livello nazionale e ci prepariamo ad una forte protesta.Con viva preoccupazione apprendiamo che a vincere tale appalto, che “in perfetto stile Amministrazione” era stato tenuto nascosto ai poliziotti, è stata niente meno che una società di Pechino, con sede legale e commerciale a Shangai, la quale a partire da domani, giorno 1 aprile, provvederà a deliziare i palati dei poliziotti che usufruiranno del servizio di refezione in tante mense della Polizia di Stato, per poi assoggettarle tutte entro qualche mese. La cosa più angosciante è che la società in questione è riuscita ad aggiudicarsi un simile appalto proponendo al Dipartimento un prezzo ridicolo di 0,90 centesimi di euro a persona per pasto consumato, a fronte dei 5 euro circa richiesti dalle altre aziende gareggianti.Va da sé che una domanda sorge spontanea: cosa mangeranno i poliziotti durante la pausa pranzo?
Ebbene, se può essere di conforto, si sappia che i cinesi hanno comunque garantito il rispetto delle tradizioni etico alimentari italiane, che non prevedono il consumo di carni di animali cosiddetti domestici o di roditori quali scoiattoli e ratti: di contro però pongono come unica condizione la gestione esclusiva delle cucine da parte di cuochi con gli occhi a mandorla, e la provenienza degli alimenti unicamente da paesi orientali quali Cina, Sry Lanka, Filippine, Taiwan, Vietnam ed, inspiegabilmente, anche Corea del Nord.
Insomma tutto sembra essere rassicurante, se non fosse che nelle postille del contratto, già perfezionato a livello centrale, si faccia riferimento anche ad una copertura assicurativa in caso di assenze dal lavoro dovute a malesseri per la poca familiarità con le pietanze orientali.
Orbene non è costume di questa O.S. polemizzare sterilmente ed infondere paure immotivate, ma nella fattispecie ci permettiamo di sollevare a priori, anche alla luce delle frequenti notizie stampa sui ristoranti cinesi, vive perplessità circa l’adozione da parte di una ditta di Pechino del sistema HCCP e delle altre procedure obbligatorie per garantire il rispetto della normativa sulla sanificazione degli ambienti di ristorazione, nonché sull’importazione di carni animali.
Non da ultimo va ricordato che la provenienza delle carni affette dalla ormai famosa e letale influenza aviaria, si riferisce proprio a quell’area del globo.
Forse che il Ministero dell’Interno si prenderà la briga di verificare mensa per mensa la genuinità e la provenienza delle merci?
O sarà necessario che prima si ammali seriamente qualche dipendente per poi correre ai ripari?
E perché poi tra le pietanze pattuite è escluso il pesce?? Mangeremo solo suschi??
Questa O.S. ha immediatamente preteso che a far data dall’inizio del contratto tutti i colleghi abbiano a conoscere ogni giorno il menù ed i prodotti utilizzati per confezionarlo, nonché chiederemo l’istituzione presso ogni provincia di una commissione preposta alle verifiche di specie, al fine di evitare che dietro l’impanatura di qualche prelibatezza orientale, anziché esservi delle gustose chele di granchio, ci si possa imbattere in ragni alla milanese, piuttosto che in ottimi scarafaggi contornati da topolini di stagione!
Invitiamo tutti a vigilare e segnalarci eventuali “casi strani”.